SIRSASANA: guardiamo il mondo da un altro punto di vista

2012-09-02 04.56.03

Il nome

Tra le posture più note dell’hatha-yoga, sîrsâsana è considerata il «re» o «padre degli âsana», principalmente a causa dei suoi notevoli effetti benefici; sîrsa, in sanscrito, significa «testa», sîrsâsana quindi è la «posizione sulla testa».

Tale posizione è conosciuta anche come kapâlâsana (da kapâla, «cranio») anche se quest’ultima dicitura è meno nota e viene a volte utilizzata per descrivere una variante in cui i palmi delle mani sono appoggiati a terra.

Effetti della posizione

I benefici di questo âsana sono numerosi: innanzitutto la postura inversa consente di ridurre il carico gravante sulle vertebre lombari, che normalmente sostengono quasi tutto il peso del corpo; inoltre, se eseguita correttamente, sîrsâsana consente un allineamento ottimale di questa delicata parte della colonna vertebrale.

Gli effetti sulla circolazione sanguigna sono rilevanti: viene infatti favorito il ritorno venoso dagli arti inferiori e dal bacino, con riduzione della possibilità di formazione di varici ed emorroidi e contemporaneamente un maggiore afflusso di sangue arterioso raggiunge il cervello, il cuoio capelluto, il viso e la retina, con beneficio per il sistema visivo e, seppure in minor misura, per l’udito.

I visceri, i genitali e gli organi addominali, in particolare il fegato, vengono decongestionati e ricevono, una volta ripresa la postura eretta, un benefico afflusso di sangue ricco di ossigeno; la digestione viene migliorata ed eventuali ptosi ridotte o, se la pratica è protratta a sufficienza, eliminate.

Il cervello, il maggior consumatore di ossigeno del nostro corpo, viene abbondantemente irrorato di sangue arterioso ed i capillari conservano o ritrovano la loro naturale elasticità, garantendo una circolazione ottimale; spesso sîrsâsana consente di ridurre l’intensità di cefalee ed emicranie.

Viene stimolata l’ipofisi, che a sua volta agisce su tutto il sistema endocrino contribuendo a regolare il metabolismo ed il peso corporeo.

Ad un livello più sottile tutte le funzioni intellettive (attenzione, concentrazione, memoria) sono stimolate, la mente diviene più limpida e si viene pervasi da un senso di fiducia e di ottimismo.

La postura inversa infine influisce anche sulla respirazione: la leggera pressione esercitata sul diaframma degli organi addominali facilita la completa espulsione dell’aria durante il movimento espiratorio e viene inoltre favorita la ventilazione della parte superiore dei polmoni, che normalmente, a causa di una respirazione incompleta e superficiale, viene utilizzata poco.

Le posizioni capovolte migliorano lo stato di salute generale, contribuiscono a ridurre ansia e stress e aumentano la sicurezza in sè stessi; permettono inoltre di sviluppare un maggiore potere di concentrazione e la capacità di sostenere grandi sforzi senza affaticarsi.

 

  • Questi âsana devono essere praticati a stomaco completamente vuoto e mai immediatamente dopo intensi sforzi;
  • in caso di caduta il corpo deve essere mantenuto rilassato e si dovrebbe cercare di frenare la discesa con i piedi; non praticare quindi in vicinanza di mobilio o altri oggetti contundenti;
  • dopo le posizioni capovolte rilassarsi sempre per qualche momento in Shavâsana o Balâsana.

 Controindicazioni

La posizione sulla testa va sicuramente evitata in caso di ipertensione arteriosa significativa, arteriosclerosi, rischio di distacco di retina, glaucoma o gravi affezioni del tratto cervicale.

In presenza di congiuntivite, otite o altre affezioni infiammatorie dell’orecchio è bene sospendere la pratica fino all’avvenuta guarigione.

Prestare sempre attenzione ai segnali del corpo: in presenza di un fischio nelle orecchie persistente, di una forte emicrania o di una sensazione di soffocamento sarà bene interrompere la pratica.

Se eseguita correttamente e con le dovute cautele sîrsâsana non è pericolosa ma, più ancora che per altre posizioni, è bene apprenderne la tecnica corretta direttamente da un insegnante.

 

Guardare il mondo da un’altra prospettiva. Appunto.